Angelo del bagno. Bath Angel.

Angelo del bagno. Bath Angel.

Angelo del bagno. Bath Angel. Sono molto legata a questa casa, che è quella della mia infanzia. Qui sono cresciuta. Qui ho vissuto i miei grandi dolori, ho fatto le mie battaglie, ho sognato, ho vissuto grandissime enormi gioie.

Abbiamo pressoché lasciato immutata la casa, come l’aveva arredata mia madre. Con gli anni abbiamo solo cambiato qualche dettaglio come il tavolo o la cucina ma sostanzialmente è sempre la stessa casetta in cui son cresciuta.

In questo ultimo periodo ho voglia di rinnovare. Vorrei cambiare alcune cose, alcuni mobili. Forse perché finalmente mi sento cresciuta, mi sento adulta. Forse perché per la prima volta ho il pieno possesso d questa casa.

Dopo una settimana passata a scartabellare libri e segnare tutti i progetti che vorrei fare, dopo una serie di orecchini che sto confezionando per Etsy mi sono finalmente decisa.

Rinnoverò stanza per stanza. O meglio più che rinnovare aggiungo qualche mio dettaglio, mettiamola così.

Sono partita dal piccolo bagno di servizio in taverna. Quello dove mandiamo gli ospiti, quello che usiamo anche come lavanderia. O no credetemi è veramente mignon. Dentro c’è giusto lo spazio pe ri sanitari, la doccia e la lavatrice.

Sostanzialmente è un quadrotto.

Per prima cosa ho deciso di realizzare una targa da porta. Essendo una frana con la pittura ho pensato di creare un angelo da bagno da poter appendere.

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Così mi sono messa subito all’opera. Come al solito il pattern è di Tilda, il mio brand preferito con quel suo essere stilizzato e nordico.

Per non smentirmi mai anche questa volta ho bisticciato con i capelli della bambolina. Sono comunque contenta della sua capigliatura che da l’idea di essere arruffata e in procinto di fare la sua toeletta mattutina.

Realizzarla è stata piuttosto semplice e questa volta mi sono attenuta abbastanza al pattern originale.

Angelo del bagno. Bath Angel.Angelo del bagno. Bath Angel. Questa volta, però, ho deciso di usare la capocchietta di uno spillo e non il solito dotter e un vecchio fard al posto del solito rossetto che sfumo affannosamente tutte le volte.

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Il risultato è che la faccina è venuta perfetta. O almeno per me è perfetta.

Ho incontrato qualche difficoltà con la vestaglia. Il pannolenci usato non è dei migliori. Rimane infatti un po’ rigidino. Non so per quale motivo questo angelo da bagno mi ricorda mia nonna con la sua vestaglia rossa.

Non vi dico bugie… il profilo, i capelli, il tipo di vestaglia… mi ricordano lei quando alla mattina metteva su il caffè a mio zio.

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Le ali sono state trapuntate con punto scritto da me, dopo una battaglia di 10 minuti sono riuscita ad annodare il nastrino per chiudere la vestaglia e le ho messo l’asciugamano sul braccio per dare l’idea che stia andando a lavarsi.

Non è perfetta per indicare il bagno?

Volevo metterle qualcosa tra le mani ma mi sono limitata ad unirle perché altrimenti dava l’idea di essere uno zombie con sta braccia a penzoloni.

Spero vi piaccia il mio angioletto. Io me ne sono innamorata e spero porti fortuna. Sapete che sono un po’ fissata con gli angeli.

E a proposito di angeli… avete visto come ho trasformato la copertina della mia agenda? Qui trovate l’articolo.

Vi auguro la buonanotte o il buongiorno e vi ricordo che potete sempre trovarmi sulla pagina Facebook La botte des étoiles.

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Vi voglio bene,

Ale

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